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Le Foreste del Parco

L'Università degli Studi della Tuscia di Viterbo ha realizzato per conto del PNALM un accurato studio sulle foreste del Parco, mediante fotointerpretazione e rilievi di campo.
L'aspetto che maggiormente colpisce è la forte incidenza della coltre boscosa, tale da definire il PNALM come un "parco di foreste".
I terreni boscati si estendono su oltre 29.000 ha, costituendo così circa il 60% della superficie del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. La forma di governo prevalente è quella ad altofusto. I cedui, dove ancora presenti, sono in fase di conversione naturale verso l'altofusto.
Le tipologie forestali sono state identificate principalmente sulla base di due aspetti del bosco immediatamente percepibili dall'occhio umano: composizione e struttura dendrologica.


Le faggete costituiscono il tipo forestale più rappresentato nel Parco Nazionale d'Abruzzo con 24.450 ha di superficie che corrispondono ad oltre l'84% del territorio forestale. Sono boschi mesofili dominati dal faggio e con sporadica presenza di altre latifoglie mesofile (acero montano, acero riccio, acero campestre, frassino maggiore, tigli, carpino bianco, ciliegio) che possono formare cenosi miste in corrispondenza di forre. Sono presenti, a volte anche in maniera abbondante, il tasso e l'agrifoglio. Sui terreni argillosi al faggio si associa il cerro. Al limite superiore si rinviene il sorbo degli uccellatori, il ginepro nano, il pino mugo e il ramno alpino che spesso vanno a cingere la faggeta con dei veri e propri mantelli. Al limite inferiore o nei tratti caratterizzati da una minore fertilità, il faggio entra in contatto con le latifoglie submediterranee (carpino nero, acero opalo, orniello, roverella, etc.). La faggeta si presenta articolata in numerosi sottotipi strutturali che nonostante la monospecificità, conferiscono una discreta variabilità del paesaggio.
  1. Faggete vetuste: popolamenti tendenzialmente monofitici caratterizzati dalla dominanza dei grandi alberi di faggio e da una sporadica presenza di acero di monte. Si contraddistinguono per elevate biomasse e notevoli stature (anche 40 metri). Sono localizzate in Val Fondillo, Cacciagrande, Vallone Iancino, Val Cervara, Prati di Iorio e ai piedi del Monte Marsicano.
  2. Faggete articolate: si caratterizzano per una discreta varietà di specie che le differenzia dalle faggete monoplane. La curva di distribuzione dei diametri ha un andamento disetaneiforme in cui la maggior parte delle piante è di piccole dimensioni. Costituiscono la tipologia più diffusa del parco con circa 15.158 ha
  3. Faggete monoplane: sono popolamenti dominati dal faggio, generatisi in seguito alla conversione di boschi governati a ceduo che ha preso avvio a partire dagli anni 20. Si caratterizzano dal dominio delle piante di media dimensione (20-30 cm).
  4. Faggete con nuclei di pino nero: sono particolari popolamenti di faggio con discreta presenza di pino nero e sporadici frassini, acero di monte ed opalo, carpino nero e maggiociondolo.
  5. Boschi a parco di faggio: sono popolamenti quasi monofitici caratterizzati dalla presenza di piante grandi, a volte imponenti. Gli esemplari monumentali conferiscono a questi popolamenti un particolare aspetto, perché i grandi faggi portano impressi i segni di capitozzature e altri tipi di interventi che ne hanno plasmato la forma della chioma.
  6. Faggete frammentate: popolamenti spiccatamente monospecifici caratterizzati dal dominio delle piante medio-piccole. Si tratta in molti casi di piccoli lembi di bosco ceduo in evoluzione naturale verso l'alto fusto.
  7. Faggete in ricostituzione: in questo tipo, al faggio si associano le altre specie arboree mesofile e submediterranee, ma soprattutto gli arbusti del piano montano. La struttura è abbastanza articolata trattandosi di cenosi ecotonali miste di alberi e arbusti, dal dinamismo alquanto pronunciato.
  8. Faggete percorse da valanghe: sono popolamenti dominati dal faggio la cui evoluzione verso fasi mature del ciclo strutturale è bloccata dal periodico passaggio di valanghe a cui il faggio risponde rinnovandosi anche in maniera agamica.

Gli orno-ostrieti sono il secondo tipo presente con i suoi 1266 ha di estensione territoriale (5% della superficie forestale). Si tratta delle tipiche formazioni dominate dal carpino nero e orniello che caratterizzano i processi dinamici degradativi e ricostitutivi da e verso il bosco mesofilo. Sono localizzati in tre distinti settori: nella valle del fiume Sangro tra Opi e Villetta Barrea, nel settore sud-occidentale del Parco sui rilievi che sovrastano Picinisco, ed infine in una fascia periferica del settore sud-orientale nei comuni di Pizzone e Castelnuovo a Volturno.


Tutte le altre cenosi forestali dominate dalle specie dell'orizzonte temperato quali i boschi misti, i cerreti, i boschi submediterranei nelle varie connotazioni compositive, i boschi di carpino bianco, di pioppo tremulo e le formazioni riparali sono scarsamente rappresentate con distribuzione localizzata in ambiti ristretti. Nel loro complesso queste formazioni sono presenti in circa 1931 ha con prevalenza del bosco misto (1101 ha pari al 4% della superficie forestale) e delle cerrete (586 ha pari al 2% della superficie forestale).
I popolamenti di conifere, naturali ed artificiali, si estendono per complessivi 865 ha. Prevalgono i rimboschimenti di pino nero localizzati nella zona di Pescasseroli e nel settore Nord del Parco lungo la valle del fiume Sangro fino all'abitato di Gioia Vecchio.
Infine gli arbusteti che cingono il limite superiore della foresta occupano una superficie di circa 330 ettari (1% della superficie forestale).

Statistica dei boschi suddivisi per composizione

Tipologia Superficie (ha) Superficie (%)
Faggete 24455,3 83,8%
Faggete con nuclei di pino nero 332,0 1,1%
Orno-ostrieti 1266,0 4,3%
Cerreti 586,4 2,0%
Boschetti di betulla 0,1 0,0%
Bosco di carpino bianco 15,0 0,1%
Bosco misto 1100,9 3,8%
Boschetti di pioppo tremulo 2,0 0,0%
Boschi submediterranei 184,0 0,6%
Pineta di Villetta Barrea 89,0 0,3%
Rimboschimenti di pino nero 775,8 2,7%
Altri rimboschimenti 4,0 0,0%
Vegetazione ripariale 43,0 0,1%
Arbusteti 330,0 1,1%
Totale 29183,5 100,0%

 

Anno Internazionale delle ForesteForesta VetustaInverno al ParcoLa Faggeta di Val Cervara
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