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Lettera aperta del Presidente del Parco Antonio Carrara pubblicata sul Quotidiano "Il Centro" del 26 luglio 2016

Pescasseroli, 27 Lug 16 - Egr. direttore, ieri il suo giornale ha ospitato una lettera dal titolo: "l'arroganza dell'uomo con l'orsa Morena".

È giusto che si discuta del caso e che liberamente ognuno possa esercitare il proprio diritto di esprimere opinioni. Tra l'altro, sulle vicende che riguardano la fauna, ho capito che è un po' come la formazione della nazionale di calcio: ognuno ha la sua soluzione. Ma come Parco abbiamo il dovere di fare riferimento ai dati scientifici che esistono e, sulla base di questi, fare le scelte gestionali, tenendo conto del fatto che anche nel mondo scientifico gli orientamenti non sono sempre univoci e il caso dell'orsetta Morena è sicuramente uno di questi. 

Ci siamo assunti la responsabilità di provare ad aprire una nuova strada per l'orso bruno marsicano e di questo dobbiamo rispondere. Vorrei rassicurare, però, che nella decisione presa non c'è stata nessuna arroganza.

Altri casi di cuccioli di orsi ritrovati da soli, nei primi mesi di vita, sono capitati in passato nel Parco. Quello di Sandrino, morto lo scorso anno, è sicuramente il più noto. Un caso che ha appassionato per anni una larga parte dell'opinione pubblica, avvicinandola alle problematiche della conservazione dell'orso bruno marsicano. Allora si decise di recuperare l'orso, di svezzarlo e farlo crescere in cattività. Altre opzioni, parliamo di oltre 30 anni orsono, era difficile immaginarle.

Nel maggio 2015, quando è stato ritrovato il cucciolo a Villavallelonga, la prima decisione da prendere è stata quella di scegliere se recuperarlo o lasciare che la natura facesse il suo corso. Se il contesto del ritrovamento non fosse stato un luogo molto vicino al centro abitato e fortemente antropizzato, probabilmente avremmo scelto di non prenderlo. Una scelta altrettanto difficile, ma sicuramente molto razionale. Il rischio che il cucciolo non ce la facesse sarebbe stato lo stesso molto elevato, ma fa parte dell'andamento naturale delle cose. 

Dobbiamo tenere conto del fatto che un tasso di mortalità dei cuccioli dell'ordine del 50% è abbastanza realistico in molte popolazioni di orso bruno soggette a cause di mortalità naturale, specialmente se in condizioni di densità medio-elevata, come nel caso dell'orso bruno marsicano nella porzione centrale del suo areale. 

Nella conta delle femmine con cuccioli dell'anno, il Parco, negli ultimi 10 anni, ha rilevato la nascita di almeno 72 cuccioli. Questo significa che negli ultimi 10 anni abbiamo avuto almeno 36 cuccioli che non ce l'hanno fatta a superare il loro primo anno di vita. Morena poteva aggiungersi tranquillamente a questi piccoli di orso che quasi nessuno ha mai visto e conosciuto.   

Recuperando il cucciolo, non abbiamo voluto modificare il corso naturale delle cose, ma porre in qualche modo rimedio ad un andamento naturale fortemente condizionato dalla presenza antropica con la quale gli orsi devono fare i conti tutti i giorni.  In un contesto totalmente naturale, il cucciolo avrebbe avuto lo stesso poche chance di sopravvivenza, ma un residuo di probabilità sarebbe rimasta. Ecco, recuperando Morena e ipotizzando di destinarla al rilascio in natura e non alla cattività, abbiamo voluto ridarle una possibilità che in fondo noi umani le avevamo tolto. 

E' stata questa la nostra arroganza?

Esperienze internazionali, sia pure in contesti diversi, ci dicono che l'operazione della "riabilitazione" dei cuccioli orfani, e del loro rilascio in natura con probabilità di successo, è difficile ma non impossibile. A quelle esperienze ci siamo ispirati: abbiamo chiesto indicazioni e pareri a molti dei principali esperti internazionali. Come è normale che sia. 

Siamo stati avvertiti, fin dall'inizio, della responsabilità che ci assumevamo e, soprattutto, dei rischi e delle conseguenze di un eventuale insuccesso. Lo abbiamo accettato, provando a stabilire un rapporto con l'opinione pubblica che fosse di estrema trasparenza, pur nella necessaria riservatezza con la quale era necessario gestire il tutto. Anche attraverso il suo giornale, abbiamo distribuito un opuscolo informativo sull'orso marsicano e una brochure sui cuccioli e Morena in particolare.

Mi pare di poter dire (ma questa potrebbe essere presunzione!) che l'opinione pubblica che ci ha seguito e ha fatto il tifo per Morena ha capito e ci ha sostenuto. Oggi condivide con noi una delusione che non avremmo voluto vivere. Tuttavia, rimane la chance che abbiamo offerto a Morena, che è morta a circa 19 mesi, quando avrebbe dovuto cavarsela da sola anche se fosse rimasta con la madre. Rimane il lavoro fatto, sul quale dovremo riflettere e dal quale dobbiamo imparare per fare sempre meglio. 

Scusandomi per la lunghezza, La saluto Cordialmente.

Pescasseroli, 25 Luglio 2016

Antonio Carrara
(Presidente Parco Nazionale d' Abruzzo, Lazio e Molise)

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